A poche settimane da un passaggio di governance particolarmente rilevante per la propria storia, Esprinet lancia Innovexya, una nuova business unit tutta dedicata ai servizi. 
Non una semplice unità operativa, ma un vero e proprio progetto trasversale che non a caso viene presentato dallo stesso Giovanni Testa, indicato il 12 marzo scorso come amministratore delegato in pectore del gruppo e operativo dal prossimo 23 aprile, quando, dopo l’assemblea di approvazione del bilancio, prenderà il posto di Alessandro Cattani alla guida del gruppo dopo oltre venticinque anni.

Potrebbe essere una “semplice” coincidenza temporale, ma sta di fatto che il lancio della nuova divisione si inserisce in una fase di evoluzione del modello Esprinet, segnato dalla volontà di rafforzare il posizionamento su ambiti a maggiore valore, in particolare servizi, software e integrazione.

In questo senso, Innovexya rappresenta uno dei primi tasselli concreti della nuova fase: una struttura pensata per organizzare in modo sistematico l’offerta servizi del gruppo e portarla sul mercato con un approccio più integrato secondo una logica che punta a tenere insieme tecnologia, competenze e execution.

Esprinet: nasce Innovexya, una divisione trasversale per cambiare il ruolo del distributore

La scelta arriva in un momento in cui il mercato IT continua a crescere, ma soprattutto cambia struttura: l’hardware perde centralità, il software evolve verso modelli as-a-service e la componente servizi diventa dominante.

La nuova business unit nasce come struttura cross company, progettata per operare in modo trasversale su tutte le società del gruppo e, allo stesso tempo, affiancare vendor e partner nello sviluppo di offerte e progetti.

“Si tratta della nuova divisione del gruppo dedicata ai servizi, con una logica cross company: una struttura pensata per lavorare a supporto di tutte le società del gruppo e affiancare vendor e clienti sul mercato”, spiega Giovanni Testa.

L’obiettivo non è superare il modello della distribuzione, ma estenderlo. Esprinet mantiene il proprio ruolo, ma introduce una struttura dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione dei servizi.

Il cambiamento più rilevante è operativo: la creazione di una forza vendita focalizzata esclusivamente su questo ambito, che lavorerà in affiancamento ai partner e alle altre divisioni del gruppo.

“Rimaniamo un distributore puro, ma la grande evoluzione è la creazione di una forza commerciale focalizzata sulla vendita dei servizi”, aggiunge Testa.

Perché Innovexya: il nodo non è più la tecnologia, ma l’utilizzo

A spiegare il senso dell’operazione è Simona Ceriani, Group Services Officer del Gruppo Esprinet, che lega la nascita di Innovexya a un problema molto concreto: oggi le tecnologie sono disponibili, accessibili e spesso già presenti nelle aziende, ma questo non significa automaticamente saperle trasformare in processi, risultati e valore di business.

“Il nodo non è più l’accesso alla tecnologia, ma la capacità di utilizzarla, governarla e integrarla in modo efficace”, osserva Ceriani.

È su questo scarto che Esprinet prova a intervenire con la nuova business unit. Innovexya non nasce per aggiungere un ulteriore livello di offerta, ma per rispondere a una difficoltà sempre più evidente: molte imprese, e spesso anche molti partner, non hanno bisogno soltanto di prodotti o piattaforme, ma di un soggetto capace di tenere insieme competenze diverse, accompagnare l’adozione e dare forma operativa alle soluzioni.

Per Ceriani, il punto è particolarmente evidente sul fronte dell’intelligenza artificiale. L’AI è ormai entrata stabilmente nelle agende aziendali, ma in molti casi resta confinata a una dimensione sperimentale o poco collegata ai processi reali.

“L’intelligenza artificiale non può più essere considerata un progetto isolato, ma una scelta strategica che deve essere integrata all’interno del modello di business aziendale”, sottolinea Ceriani.

Da questo punto di vista, Innovexya viene presentata come una struttura di orchestrazione: un soggetto pensato per connettere infrastruttura, cloud, software, servizi digitali, logistica e retail e trasformare questa combinazione in offerte più leggibili, scalabili e utilizzabili dal canale e dai clienti finali.

Cosa fa Innovexya: integrazione di competenze e servizi

Nel disegno operativo descritto da Ceriani, Innovexya non è una nuova linea di servizi da affiancare a quelle esistenti, ma una struttura che interviene nel punto in cui oggi il modello del canale tende a incepparsi: l’integrazione.

Le competenze esistono già – infrastruttura, cloud, software, servizi digitali, fino alla logistica e al retail – ma restano spesso distribuite e difficili da ricomporre in proposte coerenti. Innovexya nasce per tenere insieme questi livelli nella costruzione concreta dell’offerta.

“Il valore non risiede nella singola tecnologia, ma nella capacità di orchestrare questo insieme in modo coerente”, spiega Ceriani.

In questa logica cambia anche la funzione dei servizi. La sfida è accompagnare partner e vendor lungo tutto il ciclo: dalla definizione dell’offerta alla sua presentazione sul mercato, fino al confronto diretto con il cliente finale.

La divisione si posiziona quindi come una struttura che interviene sia a monte – nella costruzione della proposta – sia a valle, nella sua esecuzione, cercando di colmare il divario tra disponibilità tecnologica e capacità di implementazione.

Esprinet, a chi si rivolge Innovexya: partner, vendor e clienti finali

Giovanni Testa chiarisce anche il perimetro della nuova business unit, che coincide di fatto con l’intero ecosistema del canale.

Da un lato ci sono i vendor, per i quali Innovexya può rappresentare un’estensione della capacità di delivery, soprattutto nei contesti più complessi. Dall’altro ci sono i partner – system integrator, rivenditori, MSP – che vengono affiancati non solo sul piano operativo, ma anche nella costruzione e nella proposizione dell’offerta.

“Non si tratta più solo di distribuire prodotti, ma di affiancare i partner anche nella fase commerciale e consulenziale, fino al cliente finale”, sottolinea Testa.

Sul lato della domanda, questo si traduce in una copertura ampia, profonda e coerente con la base clienti del gruppo: dalla distribuzione organizzata all’eCommerce, fino ai system integrator e ai canali specializzati.

Formazione e competenze: il vero punto critico del mercato

Sul tema delle competenze, Ceriani mette a fuoco uno dei nodi più evidenti del mercato: la distanza tra disponibilità tecnologica e capacità reale di utilizzo.

“È responsabilità degli operatori del settore non solo sviluppare soluzioni, ma anche diffondere conoscenza, accompagnare le aziende e metterle nelle condizioni di prendere decisioni consapevoli”, osserva.

È anche per questo che Innovexya integra la formazione all’interno dell’offerta, come parte del processo e non come elemento accessorio. L’obiettivo è rendere sostenibile l’adozione delle tecnologie, soprattutto in ambiti come AI e cloud.

Questo si riflette anche sul piano operativo, con una struttura in grado di coprire l’intero ciclo, dalla progettazione alla gestione continuativa.

Dal prodotto al servizio: una trasformazione strutturale

Innovexya si inserisce in un percorso che Esprinet ha avviato da tempo. Testa ricondice il progetto a una traiettoria già tracciata, che ha portato il gruppo a spostarsi progressivamente verso ambiti a maggiore valore.

La creazione di V-Valley nel 2011 e il lancio di Zeliatech nel 2024 hanno segnato due passaggi chiave: prima l’ingresso strutturato nel mondo delle infrastrutture e del cloud, poi l’estensione verso tecnologie legate alla transizione energetica.

“Con Innovexya, questo percorso si sposta in modo esplicito sul terreno dei servizi, che rappresentano uno dei trend più rilevanti per il 2026”, osserva Testa.

E aggiunge: “La nostra ambizione è quella di rafforzare il ruolo di Esprinet come punto di riferimento unico, ampliando il perimetro anche ai servizi”.

Esprinet accelera sui servizi: nasce Innovexya, divisione trasversale per portare AI e competenze nel canale ultima modifica: 2026-03-26T10:54:50+01:00 da Miti Della Mura

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