Il cloud architect, come suggerisce il nome, è un architetto, ma abbastanza sui generis. Vediamone subito il motivo e cerchiamo di capire che cosa lo rende un tassello imprescindibile per lo scenario attuale. Il compito che ha, in realtà, non è quello di progettare case o palazzi, ma delle infrastrutture virtuali e, parallelamente, suggerire le buone pratiche per ottimizzare le risorse a disposizione.

La sua si può inquadrare come una consulenza aziendale, effettuata di frequente per multinazionali come Microsoft, Google, Netflix e Disney.  Si tratta di nomi di un certo spessore che garantiscono guadagni altissimi. Attraverso il processo spiegato qui, un cloud architect navigato si occupa, per dirne una, di creare una versione del server che non sia fisica, evitando al cliente di dover ricorrere all’acquisto di ulteriori componenti.

Stiamo entrando, un po’ alla volta, nel vivo della questione. Cercheremo ora di comprendere come mai oggi ce n’è bisogno e quali sono i titoli veramente determinanti per cimentarsi con consapevolezza nel campo. Ci renderemo conto dell’interdisciplinarietà del mestiere che raccoglie in sé skills di tipologie apparentemente differenti. Con una guida dettagliata vedremo perché rivolgersi ad un cloud architect, oppure assumerlo full time, può far svoltare il nostro business.

Per appassionati e professionisti, è utile essere a conoscenze delle innumerevoli strade che si aprono con il XXI secolo, soprattutto nel digitale. Un viaggio tramite il quale abbiamo introdotto alle mansioni tipiche del data protection officer e che ritorna con il cloud architect.

Chi è e cosa fa il cloud Architect?

Il cloud architect è colui che progetta ambienti IT flessibili e scalabili che, per definizione, rispecchino cioè alcune caratteristiche prestabilite e siano, in primis, adattabili alle varie esigenze. Un traghettatore che ha le carte giuste per guidare la tua impresa verso l’agognato traguardo della digital transformation, non più un mero trend bensì un obiettivo vitale. L’ammodernamento delle organizzazioni e una progressiva apertura al nuovo, in particolar modo con la pandemia, stanno comportando tanti cambiamenti, tra cui la migrazione verso il cloud.

Un passaggio in cui il ruolo che stiamo descrivendo diventa fondamentale, perché è in grado di dare un parere autorevole su come trasferire i propri dati in uno spazio condiviso. Dalle fasi propedeutiche per il salvataggio dei dati all’apprendimento completo dei gettonatissimi Enterprise Resource Planning (ERP)  e dei gestionali, la vision che si staglia all’orizzonte spazia a 360° ed è trasversale all’intera filiera. Fuori dal perimetro dell’ufficio deve saper selezionare i provider più in linea con la mission delineata e le somme su cui si può fare affidamento.

Sicuramente non va confuso con gli sviluppatori, ma deve avere comunque un background in comune con essi, riuscendo a giostrarsi tra linguaggi come Java, Phyton, Ruby, Elixir, tutti capitoli a sé da approfondire nello specifico. Lo stesso vale per i CMS (Content Management System), come WordPress, che vanno imparati a menadito per impostare e allestire siti web.

Che cosa impegna di più la sua attenzione? In primis il codice HTML e il Domain Name System, noto con la sigla DNS, che serve appunto ad impostare domini di landing pages e non solo. Si sposta quindi nell’orbita di una rivoluzione continua che comporta, innanzitutto, apertura mentale e una grande disponibilità alla sperimentazione. Dunque un leader che si sa esprimere verbalmente e per iscritto, avendo come assoluto riferimento le normative vigenti e i regolamenti interni.

Quanto guadagna

Un cloud architect deve sapersi muoversi bene nel cuore delle dinamiche finanziarie, individuando le fonti di guadagno immediato per il team e gli investimenti da fare. Un’abilità a cui corrisponde uno stipendio consistente. Stipendi e “price” possono oscillare tra un minimo di 60mila, per figure junior, ai 185mila dollari all’anno, cifra a cui possono aspirare, nel tempo, i senior esperti.

Dall’America all’Europa la situazione non è la medesima, perché le prospettive sono ancora inferiori, ma si prevede un aumento di job positions e una crescita del budget. Intanto, in Italia, il cloud architect compare tra i primi posti della classifica che enumera le professioni più ambite. Il portale di annunci Glassdoor segnala, per il nostro Paese, un profitto medio di quasi 45mila euro l’anno per i cloud architect al lavoro lungo lo stivale.

Per avanzare di livello e distinguersi sarà importante l’aggiornamento e, parimenti, passione mista a curiosità. Ascoltare l’interlocutore e la sua storia, faciliterà le cose e farà partorire la ricetta più idonea a quel frangente. L’ultima riflessione, a proposito di retribuzione, è il solito dilemma: freelance o dipendente? Non c’è una risposta univoca, dipende dalle circostanze e da considerazioni personali. Intanto ecco il percorso da fare.

Come diventare un Cloud Architect

Per divenire un buon cloud architect serve un bagaglio di conoscenze che incomincia dal Back-End, il motore alla base del funzionamento dei software. Esso comprende strumenti invisibili agli utenti, a differenza dell’interfaccia o front-end, con la quale si misurano gli utenti. Un know-how che passa per connessioni alla rete, hardware, storage e per gli hypervisor, i programmi che consentono ai sistemi operativi di condividere tra loro un host fisico.

Come iter accademico, dopo il diploma, è indubbiamente consigliabile una laurea in ingegneria o informatica, corsi di studio da completare tuttavia nel pratico per avere un curriculum che sia davvero invidiabile. La preparazione universitaria va integrata davanti allo schermo, esplorando i sistemi operativi sulla piazza, dal famoso Windows, giunto alla versione 11 ad altri classici come Linux, Solaris e Ubuntu. Algoritmi e similari vanno resi potabili per portarli sul tavolo e discuterne con amministratori e addetti al marketing, in un dialogo che risulti proficuo.

Lo sguardo va oltre computer, e approda addirittura al finance, perché è necessario entrare nell’ottica dei manager per realizzare un upgrade coi fiocchi. Basti riflettere che gli archivi sono il pane quotidiano di banche e istituti di credito, che devono riformulare modalità di pagamento, procedure di sicurezza, cifre segrete e indirizzi riservati.
Va detto che, prima di entrare in gioco, il cloud architect studia approfonditamente il settore nel quale deve immergersi. Soltanto con una visione a 360 gradi può, d’altronde, comprendere quali sono le prassi maggiormente adottate e come interagiscono tra loro i membri del gruppo.

L’attività del cloud architect, al pari di ciascun profilo afferente alla sfera dell’online, è soggetta a molteplici cambiamenti e deve tenersi sempre informata sull’evoluzione delle tecnologie emergenti, dalle tecniche di intelligenza artificiale all’IoT (Internet of Things). Senza dimenticare la lingua inglese, la chiave per inserirsi in contesti sia in presenza che da remoto e collaborare con colleghi di ogni continente.

Le certificazioni necessarie

Per rafforzare doti, che in parte possono essere innate, esistono una serie di certificazioni valide, come abbiamo spiegato in passato. La più idonea in questo caso è la GCP (Google Certified Professional) Cloud Architect, conseguibile dal 2017 che prepara i partecipanti in termini di progettazione di architetture solide dal punto di vista della cybersecurity.

Una recente ricerca della società Global Knowledge, la inserisce tra i quindici attestati più remunerati nel panorama dell’Information Technology, ma il gigante di Mountain View non è l’unico ad avere un offerta formativa in merito. Chi vuole fare carriera nel settore ha una scelta considerevole. C’è ad esempio la IBM Cloud Computing Certification che attesta, a fine corso, l’avvenuta padronanza dei principi che sovraintendono alla gestione di piattaforme native del colosso stesso.

A completare il quadro abbiamo la Amazon Web Services (AWS), nata per affiancare organici che vogliono implementare le proprie competenze. Un servizio on demand, creato nel 2006, e accessibile da diversi Stati per distribuire contenuti e supportare un ampio target.

Rimbocchiamoci le maniche allora: prima di potersi affermare come cloud architect, sembra esserci una “gavetta” fatta di esperienze eterogenee che abbiano come filo conduttore la ricerca di soluzioni innovative.

 

 

Cloud architect: chi è, cosa fa e quanto guadagna ultima modifica: 2021-07-02T10:30:38+00:00 da Emanuele La Veglia

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