Le regole del Digital Workspace. Una guida pratica preziosa in occasione della nuova puntata della speciale rubrica multipiattaforma #WorkspaceHero realizzata in collaborazione con Filippetti e VMware. Una video intervista multimediale senza filtri e molto concreta esattamente come serve in questa fase di corsa verso le piattaforme digitali.

Uno spazio esclusivo dedicato alle guide pratiche, i consigli, gli strumenti e i servizi migliori per orientarsi nella corsa al lavoro digitale che ci unisce tutti. Una “piazza” digitale costruita grazie al supporto di impresacity, qui la prima puntata dedicata alla definizione di Digital Workspace cos’è e qui la seconda puntata dedicata alla guida al Remote Working

Digital Workspace, le regole

Di Digital Workspace si parla tanto: ma come è possibile organizzare concretamente in azienda il lavoro da remoto? La formula è perfettamente a chiara a due attori protagonisti del mercato come VMware e Gruppo Filippetti, che da tantissimi anni collaborano insieme per la realizzazione di progetti di questo tipo nelle aziende italiane. Come racconta Rodolfo Rotondo, Business solutions strategist di VMware, una postazione di lavoro da remoto è qualcosa che non può essere improvvisata: “Mi piace definirla come la possibilità di lavorare ovunque, non soltanto per rispondere a esigenze emergenziali, ma per abilitare un lavoro agile, a beneficio dei risultati aziendali e dell’esperienza delle persone”.

Sulla stessa linea Gianpiero Porchia, Manager della BU on premise IT di Filippetti, con focus sulle soluzioni VMware: “Ci dobbiamo sempre concentrare sulla persona, dunque la postazione di lavoro deve essere costruita sull’esperienza dell’utente. Dobbiamo ricordarci delle applicazioni di cui ha bisogno, deve essere facile da utilizzare e disponibile su qualsiasi dispositivo, che sia personale o aziendale, mac o pc, laptop, ecc. Ci dobbiamo ricordare delle prestazioni, dunque deve essere velocissima e la connessione deve essere sempre disponibile. Se in azienda seguiamo questi punti avremo sempre una postazione di lavoro remota funzionante”.

[Vuoi conoscere la nuova era del lavoro da remoto e tutti gli strumenti che ti servono per viverla al meglio? Qui una esclusiva guida pratica costruita da Filippetti in collaborazione con VMware]

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Digital Workspace, gli errori da evitare

Ovviamente ci sono anche degli errori da evitare, primo tra tutti pensare che il Digital Workspace non sia soltanto un affare tecnologico. “La tecnologia, invece, deve essere a servizio delle persone e non viceversa. Sicuramente lasciare le persone da sole è un altro errore, è necessario garantire un adeguato livello di assistenza e informazione, anche in modalità self service, grazie all’intelligenza artificiale.

Uno sbaglio è anche introdurre una complessità non necessaria: l’utente non deve leggere per forza interi manuali per configurare una VPN, gli deve bastare installare un’app o scannerizzare un QR Code per accedere a tutte le sue applicazioni da qualsiasi dispositivo”, evidenzia Rotondo. Questo approccio consente anche di limitare i rischi per la sicurezza del Digital Workspace, che sono sempre connessi a come e con che cosa lavora lo specifico utente: “Occorre avere un sistema di autenticazione forte che aiuti a identificare con chiarezza la persona. Il dato, inoltre, deve essere disponibile. Senza dimenticare l’aspetto culturale: dobbiamo fare formazione alle persone, insegnandogli il giusto approccio alla sicurezza per gestire il distanziamento digitale”, conclude Porchia.

 

 

 

 

Le regole del Digital Workspace, «così si costruisce una postazione di lavoro… smart» ultima modifica: 2021-05-05T09:04:23+00:00 da Marco Lorusso

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