Mercato PC: continua il trend positivo per tablet e Chromebook, con qualche nuvola in vista

La pandemia Covid-19 ha generato un’altrimenti insperata espansione della domanda di dispositivi informatici, per supportare tutte le operazioni che da un giorno all’altro non si sono più potute effettuare in presenza. Tale condizione, soprattutto per quanto concerne la didattica a distanza, ha innescato una notevole fortuna commerciale per i tablet, che erano finiti in una fase di relativo stallo, e i Chromebook, pc portatili basati su ChromeOS, il sistema operativo di Google pensato per funzionare quasi esclusivamente grazie al suo web browser Chrome, pur non disdegnando le app del Play Store di Android. Pratici, dotati di ampia autonomia e soprattutto economici, i Chromebook hanno tutte le caratteristiche per aiutare gli studenti a seguire le lezioni da casa. C’erano già prima, ma se n’erano accorti relativamente in pochi.

Sulla base dei più recenti dati pubblicati da IDC analizziamo la situazione di un mercato che, nonostante qualche possibile nube all’orizzonte, si conferma più che mai florido, in attesa di una vera e propria ventata di innovazione, capace di svecchiare lo scenario dei dispositivi e garantire ai segmenti tablet e Chromebook una continuità di successo anche nel medio e nel lungo periodo.

Dopo il boom del 2020, un possibile “new normal” della domanda

Il secondo trimestre 2021 conferma gli ottimi dati commerciali di tablet e Chromebook (vedi grafico a seguire, NdR) capaci di vendere rispettivamente oltre 40 e 10 milioni di unità in tutto il mondo, secondo il rilevamento svolto da International Data Corporation (IDC) nel suo Worldwide Quarterly Personal Computer Device Tracker , uno dei monitor più puntuali ed efficaci per l’intero mercato PC. Il grafico dimostra chiaramente come tablet e Chromebook abbiano di recente riscontrato cifre superiori ai dati relativi allo stesso periodo nel 2020, quando l’emergenza pandemica era appena entrata nel vivo, ed una generale flessione rispetto all’incredibile picco raggiunto del secondo semestre dello scorso anno.

L’andamento lascia presagire l’entrata in un new normal caratterizzato da una saturazione della domanda e dalla ripresa delle attività in presenza, che potrebbe mitigare la richiesta di tali dispositivi informatici. La fase di slowdown era comunque ampiamente prevista e non dovrebbe rivelarsi troppo preoccupante per le aspettative di business dei principali vendor di tablet e Chromebook, che dovranno se mai supportare la crescita tecnologica dei modelli che vedranno la prossima introduzione sul mercato. Anche a fronte di un possibile calo generale delle vendite, più che mai preventivabile per il secondo semestre del 2021.

È giunto il momento in cui i produttori devono dimostrare coraggio imprenditoriale nel migliorare costantemente la user experience dei loro utenti, rendendola sempre più coerente con l’esigenza di una fase di nuova normalità in cui assisteremo ad una notevole ibridazione nei modi e nei tempi del rapporto con i dispositivi informatici necessari per svolgere le nostre operazioni nel lavoro, nello studio e nelle attività di comunicazione intese in senso ampio. In uno scenario di profonda trasformazione come quello in atto, le opportunità di innovazione sono davvero molte.

ChromeOS: in attesa di nuovi modelli, Google investe sul supporto software

Secondo i dati riportati da IDC lo scorso 29 luglio, per quanto i vendor dei Chromebook, HP si conferma ampiamente in testa alla classifica di vendite, con uno share del 35%, equivalente a 4.3 milioni di unità per la prima metà del 2021. Inseguono Lenovo (21%), Acer (15.3%) e Dell (14.5%). In vetta al maggior incremento di vendite rispetto al 2020 ritroviamo invece Samsung, con un sorprendente +179,2% per un 7% di market share complessivo.

Le richieste hardware dei Chromebook, come nel caso di un utilizzo basilare in ambiente Linux, sono relativamente modeste, per cui i vendor per lungo tempo non hanno visto una reale esigenza di spingere su nuovi modelli per ragioni computazionali. Sull’onda dell’incredibile successo commerciale registrato a partire dallo scorso anno, le cose sono sensibilmente cambiate e sul mercato si stanno affacciando nuovi prodotti, capaci di diversificare l’esperienza al di là dei classici pc portatili e convertibili che fanno storicamente parte della flotta di Chromebook dei vari vendor.

Un esempio assolutamente recente ce lo offre HP, con la presentazione di HP Chromebook x2 11, un tablet di fascia media, accessoriato di tastiera e penna, pensato per la produttività ed il lavoro ibrido, oltre all’innovativo Chromebase AiO, un sistema all-in-one da 21’5 con un design particolarmente moderno, uno dei primissimi dispositivi pensati appositamente per l’utilizzo desktop, nel contesto di un ecosistema finora basato quasi esclusivamente sulla mobilità dei pc portatili. Nel momento in cui scriviamo, non è ancora noto se e quando tali dispositivi arriveranno sul mercato europeo.

I nuovi HP Chromebase AiO e HP Chromebook x2 11, entrambi dotati di supporto ufficiale Google ChromeOS (credit: HP)

La notizia più confortante nell’universo Chromebook è piuttosto caratterizzata dalla crescente attenzione che Google sta dedicando al supporto ed al costante aggiornamento di ChromeOS, con update regolari simili a quelli cui Big G ci ha abituati con Android, perfezionando l’integrazione delle app di Google Workplace, con particolare attenzione per quelle collaborative, con la preinstallazione di Google Meet e l’arrivo di Zoom tra le app di terze parti.

Release dopo release, ChromeOS si interfaccia sempre più direttamente con i sistemi Android, con una condivisione basata sul medesimo accesso all’account Google, che permette ad esempio di linkare il Chromebook con lo smartphone, per condividere le connessioni alle reti wifi ed utilizzare il pc portatile per effettuare più comodamente una serie di operazioni sfruttando la connettività del telefono. Il tethering nativo è consentito da una semplice connessione bluetooth tra i due device, che si riconoscono in maniera automatica, eliminando la necessità di noiose procedure di autenticazione manuali o di una ulteriore SIM per accedere al traffico dati da parte del Chromebook.

Il crescente consenso degli utenti nei confronti di ChromeOS sta spingendo Google ad investire su applicazioni in esclusiva, come Google Cursive, un gestore di note evoluto, compatibile con qualsiasi Chromebook e pensato nello specifico per i dispositivi dotati di interfaccia touchscreen. Si tratta di un’alternativa proprietaria ad applicazioni come OneNote o Evernote, pur disponibili via browser Chrome, per raggiungere un più elevato livello di ottimizzazione delle funzionalità sui dispositivi ufficiali dell’ecosistema di Google.

Il mercato Tablet: Apple leader indiscusso, le difficoltà di Huawei

Secondo le previsioni di IDC, i tablet potrebbero subire un rallentamento più marcato rispetto ai Chromebook, anche se i dati provenienti dai mercati emergenti lasciano presagire un certo ottimismo. Per quanto riguarda i dati relativi alla prima metà del 2021, Apple si conferma ampiamente in testa con un solidissimo 31,9% di share. Grazie ad iPad, iPad Air e iPad Pro (di recente rinnovato con architettura M1, NdR), Apple è capace di garantire una copertura capillare per tutte le fasce di mercato, assicurandosi una continuità di successo commerciale che pare davvero difficile da scalfire. L’incremento complessivo della domanda di tablet non costringe inoltre i competitor a recuperare direttamente quote di mercato dal portafoglio di Apple.

Gli Apple iPad Air di quarta generazione, disponibile in cinque varianti cromatiche, dotato di chip A14 Bionic e display all-screen Liquid Retina da 10,9” (credit: Apple)

La crescita generale del mercato tablet ha portato soprattutto giovamento ai produttori di tablet Android, come confermano i dati relativi a Samsung (+13,3% per il 19,6% di market share) e Lenovo (+64,5% per il 11.6% di market share). Ottimi numeri anche per Amazon, che ha raggiunto il 10,3% di share grazie ai suoi tablet Fire HD, praticamente imbattibili nel rapporto prezzo/prestazioni per quanto riguarda l’entry level del mercato e finalmente supportati dalle app Microsoft 365, che consentono l’utilizzo dei tablet anche per funzioni di office automation.

Note molto dolenti invece per quanto concerne Huawei, che risulta ancora al quinto posto tra i produttori di tablet, nonostante un crollo del 53.7% rispetto al 2020. Nel caso del colosso cinese incidono ovviamente le dinamiche collaterali alla “guerra del 5G”, con le pesanti sanzioni introdotte dal governo americano, che hanno comportato drammatiche conseguenze soprattutto sulla ricaduta di Huawei nei mercati occidentali. Analizzando le ragioni del crollo, va inoltre precisato come, nei dati relativi al 2020 rientrassero anche le vendite dei tablet marchiati Honor, second brand che Huawei ha ceduto nello scorso mese di dicembre per cercare di uscire dalla situazione di crisi che ha compromesso quella leadership tra i produttori cinesi che pareva assolutamente inattaccabile.

Mercato PC: continua il trend positivo per tablet e Chromebook, con qualche nuvola in vista ultima modifica: 2021-08-20T15:55:34+00:00 da Francesco La Trofa

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