L’Europa accelera sulla sovranità tecnologica. La Commissione Europea presenta il Tech Sovereignty Package, un insieme di misure che punta a rafforzare la capacità europea in semiconduttori, cloud, intelligenza artificiale e open source. L’obiettivo è ridurre le dipendenze strategiche e sostenere la crescita di un ecosistema tecnologico continentale capace di competere con Stati Uniti e Cina.

Sovranità tecnologica in Europa: dalla regolazione alla politica industriale

Per molto tempo il dibattito sulla tecnologia europea si è concentrato sulle regole. Oggi il tema sembra essere diventato un altro: le infrastrutture.

Chi costruirà i data center che alimenteranno l’intelligenza artificiale? Dove verranno prodotti i semiconduttori necessari ai nuovi sistemi AI? Chi controllerà il cloud che ospiterà dati, applicazioni e servizi critici?

Sono domande che stanno assumendo un peso sempre maggiore nelle strategie di Bruxelles e che aiutano a comprendere il significato del nuovo European Technological Sovereignty Package. Con questo insieme di misure la Commissione Europea prova infatti a rafforzare la capacità industriale del continente in alcuni degli ambiti considerati decisivi per la prossima fase della competizione tecnologica globale.

Dietro il concetto di sovranità tecnologica emerge una questione sempre più centrale per l’Europa: la possibilità di continuare a compiere scelte autonome in un contesto in cui una parte crescente delle infrastrutture digitali, delle capacità computazionali e delle tecnologie chiave è concentrata nelle mani di attori extraeuropei.

Che cosa è lo European Technological Sovereignty Package

Il Tech Sovereignty Package non nasce come una singola legge o come un programma dedicato a una specifica tecnologia. Si tratta piuttosto di una cornice strategica che riunisce una serie di interventi destinati a rafforzare le capacità europee lungo l’intera catena del valore digitale.

Il pacchetto comprende due proposte legislative — il nuovo Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act — affiancate da una Open Source Strategy e da una roadmap dedicata alla digitalizzazione e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore energetico. Ambiti apparentemente diversi che Bruxelles considera però parte della stessa sfida: costruire le infrastrutture, le competenze e le capacità industriali necessarie per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e ridurre le dipendenze strategiche del continente. 

La logica è quella di intervenire contemporaneamente su tutti gli elementi che alimentano l’economia digitale: i semiconduttori che forniscono la capacità di calcolo, i data center che ospitano i carichi di lavoro AI, il software che permette di sviluppare nuove applicazioni e le infrastrutture energetiche necessarie per sostenere una domanda computazionale destinata a crescere rapidamente. 

Chips Act 2.0: la sfida dei semiconduttori per l’era dell’AI

Uno dei pilastri del pacchetto riguarda l’evoluzione del Chips Act approvato nel 2023.

Se il primo intervento era stato concepito soprattutto come risposta alle vulnerabilità emerse durante la crisi globale delle supply chain, il nuovo Chips Act 2.0 guarda direttamente all’economia dell’intelligenza artificiale.

Secondo la Commissione, i componenti destinati ai sistemi AI rappresenteranno oltre il 70% del mercato dei semiconduttori entro il 2030. L’Europa continua però a dipendere in misura significativa da Paesi terzi sia per la progettazione sia per la produzione dei chip più avanzati. 

Per questo motivo il nuovo programma punta a rafforzare le capacità produttive europee nelle tecnologie di frontiera, accelerare gli iter autorizzativi, favorire gli investimenti strategici e creare un ecosistema più integrato tra produttori di chip, data center, fornitori cloud e future AI Gigafactories. 

La logica è chiara: l’intelligenza artificiale richiede enormi quantità di capacità computazionale e la disponibilità di infrastrutture hardware rappresenta ormai un elemento centrale della competizione geopolitica.

Cloud e AI: Bruxelles punta a triplicare la capacità dei data center

Il secondo elemento chiave del pacchetto è il nuovo Cloud and AI Development Act.

È una iniziativa che affonda le proprie radici nell’AI Continent Action Plan, il programma con cui la Commissione Europea vuole costruire le condizioni infrastrutturali necessarie per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale nel continente. L’idea di fondo è che la leadership nell’AI non dipenda soltanto dalla qualità dei modelli, ma anche dalla disponibilità di data center, capacità computazionale, dati, energia e competenze. 

Per questo il Cloud and AI Development Act punta a espandere in modo significativo la capacità infrastrutturale europea, con l’obiettivo di triplicare i data center presenti nell’Unione entro i prossimi cinque-sette anni. 

La Commissione ritiene infatti che la disponibilità di infrastrutture cloud e di calcolo sia uno dei principali fattori che determineranno la capacità europea di sviluppare e adottare soluzioni AI su larga scala.

Il piano prevede interventi per favorire la realizzazione di nuovi data center, semplificare le procedure autorizzative e sostenere la ricerca su tecnologie ad alta efficienza energetica.

Significativa, nell’ambito di questo progetto, è la volontà espressa di dar vita a un quadro comune europeo per valutare la sovranità cloud e AI. L’obiettivo è garantire maggiore protezione per dati sensibili e applicazioni critiche senza rinunciare all’apertura del mercato verso partner considerati affidabili. 

La Commissione intende inoltre favorire la diffusione dell’intelligenza artificiale attraverso una rete di Experience and Acceleration Centres che fungeranno da hub territoriali per l’adozione e la scalabilità dei progetti AI.

L’open source entra nella strategia di sovranità digitale

Accanto a chip, cloud e data center, Bruxelles individua nell’open source un altro tassello della propria strategia di sovranità tecnologica.

La Commissione ritiene che la capacità di sviluppare e mantenere software aperto rappresenti un elemento chiave per costruire un ecosistema digitale più autonomo, interoperabile e meno dipendente dalle grandi piattaforme proprietarie. Non a caso il nuovo piano parte da una base già significativa: oltre tre milioni di contributori open source attivi in Europa. 

La Open Source Strategy prevede interventi per favorire la crescita di alternative europee in ambiti come cloud, AI, cybersecurity, infrastrutture Internet e semiconduttori, oltre a misure dedicate alla formazione, al supporto delle startup e alla manutenzione delle infrastrutture software considerate strategiche.

Sono previsti investimenti nelle competenze, supporto alle startup, iniziative per la manutenzione e la sicurezza dei progetti open source e linee guida per favorire l’adozione di queste soluzioni all’interno delle pubbliche amministrazioni. 

La scelta riflette una visione della sovranità digitale che non si limita al controllo delle infrastrutture fisiche, ma include – come abbiamo del resto più volte sottolineato anche da queste pagine –  anche software, standard e interoperabilità.

Sovranità tecnologica in Europa: l’energia diventa parte dell’equazione AI

La crescita delle infrastrutture necessarie per sostenere l’intelligenza artificiale porta con sé anche un’altra questione destinata a diventare sempre più centrale: l’energia.

Data center, capacità di calcolo e nuovi carichi di lavoro AI richiedono infatti quantità crescenti di elettricità, rendendo sempre più stretto il legame tra politiche digitali e politiche energetiche. È anche per questo che il Tech Sovereignty Package non si limita a chip, cloud e software, ma include una Strategic Roadmap dedicata alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale nel settore energetico. 

La Commissione intende affrontare contemporaneamente due sfide. Da un lato favorire l’integrazione sostenibile delle infrastrutture digitali all’interno del sistema energetico europeo, garantendo che la crescita dei data center possa essere accompagnata da adeguate risorse energetiche. Dall’altro utilizzare AI, analisi dei dati e tecnologie digitali per rendere più efficiente la rete elettrica, accelerare la diffusione degli smart meter e abilitare nuovi servizi energetici intelligenti. 

La roadmap prevede inoltre iniziative per sviluppare modelli di intelligenza artificiale dedicati al settore energetico, addestrati su dati europei e progettati per supportare la gestione di infrastrutture considerate strategiche per il continente. 

Un segnale per il mercato europeo dell’AI

Molte delle misure annunciate dovranno ora affrontare il percorso legislativo europeo e tradursi in investimenti concreti, capacità produttiva e progetti industriali distribuiti sul territorio. È una sfida particolarmente rilevante in ambiti come i semiconduttori, i data center e le infrastrutture energetiche, dove i tempi di realizzazione si misurano spesso in anni e la competizione internazionale procede a ritmi molto elevati. Nel frattempo la Commissione ha già annunciato ulteriori iniziative, tra cui il prossimo bando dedicato alle AI Gigafactories, uno dei tasselli destinati a sostenere la crescita della capacitàcomputazionale europea.

L’Europa accelera sulla sovranità tecnologica: AI, cloud e semiconduttori al centro del nuovo piano industriale ultima modifica: 2026-06-04T12:33:19+02:00 da Miti Della Mura

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