I system integrator godono in questo momento di una situazione di mercato favorevole: la corsa verso la Digital Transformation delle aziende, che ha ricevuto una spinta ulteriore dalla pandemia e dai programmi come il PNRR, sta infatti rendendo indispensabile il compito di questi soggetti, chiamati a realizzare progetti sempre più complessi tramite l’integrazione di diverse tecnologie. In Italia è difficile arrivare a una stima definitiva delle dimensioni di questo segmento di mercato, ma un recente report di Anitec Assinform segnala come il mercato dei Servizi ICT abbia raggiunto nel 2021 quasi i 13,7 miliardi di euro con un aumento complessivo del 7,6% rispetto all’anno precedente, dovuto alla ripresa degli investimenti nei servizi di System Integration per effetto dei progetti di digitalizzazione.

Ma c’è di più, nel 2024 Gartner prevede che proprio i servizi IT, portati sul mercato da System Integrator e MSP, saranno la prima voce di spesa in IT nel budget delle imprese a livello globale (qui i dati completi firmati Gartner sui servizi IT).

Chi è che cosa fa per l’azienda

Ma chi sono i system integrator?

La risposta, qui di seguito in una super guida esclusiva sviluppata in collaborazione con ReeVo Cloud & Cybersecurity in occasione della sua prima #PartnerReeVolution in arrivo il prossimo 10 aprile a Milano. 

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Una definizione possibile è quella di aziende specializzate nell’integrazione di diverse tecnologie e sistemi per creare soluzioni complesse e funzionali per le imprese e le organizzazioni pubbliche. In altre parole, i system integrator sono in grado di combinare hardware, software, reti e altre componenti tecnologiche in modo da creare un sistema completo che soddisfi le esigenze specifiche dei clienti, intervenendo spesso e volentieri nei processi di business.

Questo comporta lavorare con una vasta gamma di tecnologie, tra cui informatica, telecomunicazioni, automazione industriale, sicurezza, reti, cloud computing, sicurezza, software e molto altro ancora. L’obiettivo principale dei system integrator è garantire che i vari componenti del sistema siano compatibili, interoperabili e in grado di funzionare insieme nella maniera migliore possibile, facilitando le attività di business delle imprese clienti. Affinché questo sia possibile, diventa necessario mettere insieme tutta una serie di attività che includono la pianificazione, l’analisi delle esigenze dei clienti, la progettazione del sistema, l’implementazione, l’integrazione dei componenti, la gestione del progetto e il supporto post-vendita. In altre parole i system integrator, oltre alla parte di installazione e gestione delle soluzioni IT, svolgono ormai un importantissimo ruolo consulenziale, impegnandosi attivamente nella comprensione delle esigenze e dei processi aziendali del cliente. Anche in questo caso l’obiettivo finale è quello di ottimizzare l’efficienza, la produttività e la competitività aziendale.

Ma in che modo lavora un system integrator dei giorni nostri? Al netto delle specificità di ciascuna realtà, molto spesso il lavoro di integrazione inizia con una riunione con il cliente, o una serie di riunioni, in cui il system integrator valuta le esigenze aziendali del cliente e definisce i requisiti tecnici per mettere in piedi un sistema IT capace di soddisfare tali esigenze. Viene così elaborato un vero e proprio piano o progetto, che può comportare la progettazione o la costruzione di un’architettura o un’applicazione personalizzata e l’integrazione con hardware nuovo o esistente, software standard o personalizzato e infrastruttura di rete. Ovviamente molto è cambiato nell’ultimo decennio con l’ascesa del cloud computing: i system integrator sono molto spesso chiamati ad assicurare l’integrazione dei sistemi IT locali con applicazioni basate su cloud, spesso ospitate dai grandi cloud provider.

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Competenze e qualifiche

Chiaramente, per intervenire così in profondità sui processi aziendali, i system integrator devono possedere una serie di competenze tecniche, manageriali e comunicative, non semplici da racchiudere in una sola realtà. Questo spiega perché si stia assistendo negli ultimi anni, a un certo consolidamento del mercato, con diverse realtà di system integration che hanno deciso di unire le proprie forze per fare fronte alle sempre più complesse sfide di mercato.

I system integrator devono naturalmente avere delle risorse umane dotate di una forte competenza tecnica, cioè che abbiano una solida conoscenza tecnica delle diverse tecnologie e sistemi che integrano, come hardware, software, reti, database, sistemi operativi, protocolli di comunicazione, strumenti di sviluppo e altro ancora. Per operare presso clienti di un certo rilievo è fondamentale che queste competenze siano validate dalle apposite certificazioni IT internazionali. Naturalmente i team dei system integrator devono essere aggiornati sulle ultime tendenze e sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione.

Questo bagaglio di conoscenze deve essere esteso alla progettazione di sistemi complessi, creando architetture che soddisfino le esigenze dei clienti. In altre parole i system integrator devono essere in grado definire i requisiti funzionali e non funzionali del sistema, nonché di pianificare l’infrastruttura, stabilire i flussi di dati e creare una roadmap per l’implementazione. Assicurando così che i diversi componenti informatici di un sistema IT funzionino nella maniera migliore possibile.

Gli specialisti della system integration, insomma, devono essere a loro agio con attività come programmazione, configurazione di reti, integrazione di API (Application Programming Interface), gestione di database e molto altro ancora. Ancora prima, è importante che i system integrator siano dotati di figure professionali capaci di effettuare una buona analisi delle esigenze dei clienti finali. Servono insomma figure adatte a valutare l’attuale infrastruttura tecnologica di un’azienda, identificandone le lacune e le opportunità di miglioramento, e proporre soluzioni appropriate. Non meno importanti sono le competenze nella gestione dei progetti, ovvero il cosiddetto project management: occorre coordinare e gestire i progetti, attraverso la pianificazione delle attività, la gestione delle risorse, il monitoraggio dei progressi, la gestione dei rischi e la comunicazione con i clienti. Sono senz’altro utili anche capacità di problem-solving: i team devono essere abili nel risolvere i problemi complessi che possono sorgere durante le diverse fasi progettuali: ad esempio, servono soggetti che siano capaci di diagnosticare e risolvere i guasti, identificando con rapidità le cause radice dei problemi e proponendo soluzioni appropriate.

Infine non va trascutato l’aspetto del marketing e della comunicazione: i SI devono possedere eccellenti competenze comunicative per interagire con i clienti, comprendere le loro esigenze, spiegare le soluzioni proposte e lavorare efficacemente in team. La sfida principale, insomma, è quella di tradurre il linguaggio tecnico in termini comprensibili per i non addetti ai lavori.

System Integrator vs VAR

Spesso è difficile distinguere tra VAR e system integrator: in effetti, per certi versi, i rivenditori a valore aggiunto (VAR, Value Added Reseller) e i system integrator svolgono compiti si sovrappongono. Un VAR rivende prodotti di rete, hardware e software e spesso fornisce servizi per creare soluzioni IT unificate. In tale veste, un VAR funge da integratore di sistemi. Al contrario, un system integrator può fungere da VAR, rivendendo prodotti ai clienti nell’ambito di un progetto di integrazione di sistemi.

C’è però un punto importante di differenziazione: i VAR tendono a concentrarsi su clienti aziendali di piccole e medie dimensioni e sistemi IT su piccola scala, mentre gli integratori di sistemi tendono a interagire con clienti di grandi aziende e a lavorare su progetti su larga scala che possono estendersi su più sedi aziendali e, spesso e volentieri su più paesi.

In definitiva i VAR si concentrano principalmente sulla vendita di prodotti e possono offrire anche servizi di consulenza e personalizzazione, mentre i system integrator si occupano dell’integrazione di sistemi complessi e mettono in campo servizi di progettazione, implementazione, gestione del progetto e supporto post-vendita. I system integrator lavorano insomma a un livello più alto di complessità, creando soluzioni personalizzate e funzionali che possano soddisfare le specifiche esigenze dei clienti.

System Integrator vs Managed Service Provider

Quali differenze esistono invece tra MSP e system integrator? Per rispondere a questa domanda bisogna fare una doverosa premessa. Parlando della rivoluzione cloud e delle esperienze di utilizzo che negli ultimi venti anni circa ha progressivamente soppiantato gli acquisti una tantum. Una rivoluzione che negli ultimi anni ha mandato in soffitta il vecchio caro modello break-fix che prevedeva la vendita di un prodotto e poi il supporto, a pagamento, in caso di rottura o necessità di assistenza. Si tratta di un modello che ha garantito per decenni il lavoro di milioni di operatori di canale in tutto il mondo. Oggi, però, siamo nel bel mezzo dell’affermazione un modello a consumo in cui non conta tanto la transazione singola quanto la capacità di garantire continuità e affidabilità nel tempo su servizi progressivamente strategici. Un modello che può essere definito come XaaS, ovvero tutto come servizio (qui la guida completa al XaaS)

Tale rivoluzione che negli ultimi anni ha portato, non a caso, progressivamente in primo piano nuove figure di operatori di canale come i Managed Service Provider, che oggi hanno acquisito – grazie al cloud – una forza senza precedenti.

Un provider di servizi gestiti (MSP) è una società che gestisce in remoto l’infrastruttura IT e / o i sistemi degli utenti finali di un cliente, in genere su base proattiva e secondo un modello di abbonamento. Oggi, non a caso, i termini “provider di servizi cloud” e “provider di servizi gestiti” vengono talvolta utilizzati come sinonimi quando il servizio del provider è supportato da un accordo sul livello di servizio (SLA) e viene fornito attraverso Internet. 

Insomma, si parla di operatori che permettono alle imprese di accedere a server, storage, potenza di calcolo quando serve, se serve e secondo modalità di costo prestabilite. Un modello che è piuttosto diverso da quello appena descritto dei system integrator che, come abbiamo visto, sono concentrati sulla creazione e l’integrazione di soluzioni complesse. Al contrario gli MSP sono focalizzati sulla gestione e il monitoraggio continuo delle infrastrutture IT dei clienti, offrendo servizi gestiti e supporto tecnico. Anche il target, specialmente in Italia, è diverso: gli MSP guardano soprattutto alle PMI, mentre i system integrator alle grandi aziende.

LEGGI ANCHE: Managed Service Provider: cosa sono e che vantaggi offrono

Mappa dei system integrator italiani: ecco chi sono

In Italia esistono tanti system integrator che sono stati capaci di ritagliarsi uno spazio di mercato. Alcuni di loro si sono focalizzati in determinati settori verticali, altri sono più attivi a 360 gradi. Alcuni hanno rapporti consolidati con i big vendor del settore ICT, altri puntano invece a fare margini superiori puntando magari su brand meno affermati. Tutti quanti, comunque, devono possedere le competenze tecniche e le soft skills che abbiamo descritto nelle righe precedenti, li trovate in questa mappa completa realizzata da Sergente Lorusso.

 

 

System Integrator: chi è, cosa fa e quando serve alle aziende ultima modifica: 2024-04-01T20:00:00+02:00 da Sara Comi

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