Al Forum di The European House – Ambrosetti 2021 la ricetta per la nuova digital transformation. Dove sta andando la tecnologia oggi? Il 2022 sarà l’anno dell’Everyting-as-a-Service (XaaS)? Perché la Intangible Economy? Le risposte a queste domande saranno contenute nello Studio Strategico “Nuovi modelli di cloud sostenibili, per la competitività e la crescita dell’Italia”, realizzato da Hewlett Packard Enterprise Italia (HPE) e The European House – Ambrosetti di cui è stato presentato un assaggio al Forum di Cernobbio.

Negli ultimi vent’anni, il Pil dell’Italia è cresciuto dello 0,4% annuo, un tasso inferiore di oltre 1,2 punti percentuali della media UE27 + UK (+1,6%). Secondo le stime elaborate da The European House – Ambrosetti, il valore si manterrà a livelli inferiori rispetto al 2019 almeno fino al 2022.

Lo studio sta evidenziando che la crescita dell’Italia è inficiata dalla scarsa produttività nella componente che The European House – Ambrosetti definisce le “Energie del Sistema”. Ovvero nella parte di produttività non imputabile a lavoro e capitale. Le Energie del Sistema (sviluppo manageriale delle aziende, gestione dei talenti, sinergia tra pubblico e privato), si compongono di elementi che afferiscono alla sfera degli asset intangibili. Che possono essere favoriti e stimolati dalla trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione.

Una sintesi? Solo le nuove componenti dell’evoluzione tecnologica in atto aiuterANNO il nostro Paese a recuperare punti di Pil.

Secondo quanto dichiarato da Valerio De Molli, Ceo & Managing Partner di The European House – Ambrosetti: “È fondamentale investire in tecnologie digitali per rilanciare la competitività e la crescita del sistema-Paese. Gli investimenti in nuove tecnologie, infatti, hanno un ruolo chiave nella creazione degli asset intangibili, fondamentali per il rilancio del sistema economico nazionale nel periodo post-Covid”.

HPE: il dato si elabora nell’Edge

Lo studio ha individuato l’Intangible Economy e la Data Economy come due dei principali paradigmi della società e dell’economia del futuro. Alle cui esigenze i modelli di sviluppo del digitale devono dare risposta. Ridimensioniamo l’importanza degli asset tangibili – delle cose, della proprietà, delle licenze, dell’on premise – per puntare su elementi differenziali di maggior valore, come i dati generati dall’It e i servizi. Puntiamo sulla Data Economy e sull’XaaS.

Per far sì che si realizzi quanto auspicato nel PNRR, è necessario intervenire su nuove piattaforme, basate su architetture tecnologiche innovative, in grado di rendere più agevole e accessibile il percorso di trasformazione digitale di aziende e PA”, ha commentato Stefano Venturi, Presidente e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia e Presidente di Cefriel.

DIgital Transformation

La domanda è, allora: di che tecnologie innovative parliamo?

Venturi punta tutto sulla nuova generazione di ambienti cloud e sull’Everything-as-a-Service. Ovvero, dalle applicazioni alle infrastrutture, tutto è servizio: il cliente paga solo ciò che usa, per il tempo di utilizzo, sottoforma di fee periodica. In questo modo si ottimizza l’utilizzo delle risorse It e gli investimenti, si “azzera” il TCO e si accelera il ROI. Spiccano il volo gli asset intangibili e si abbraccia la Intangible Economy.

Nuovi ambienti cloud all’orizzonte, poi. In modalità ibrida per lo più, aperti e interoperabili, e di prossimità secondo l’approccio Edge Computing. Il dato, generato da un’applicazione aziendale o da un dispositivo IoT, rimane indiscutibilmente al centro del progetto. Ma lo si cattura e se ne decentra l’elaborazione per questioni di sicurezza, di integrità e prestazionali.

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The European House – Ambrosetti: la valutazione degli asset intangibili

Le prime evidenze raccolte dallo Studio mostrano come la diffusione di investimenti in asset intangibili sia correlata con la crescita del Pil. Ciò è dimostrato anche dall’analisi delle valutazioni di Borsa. A oggi gli asset intangibili giustificano oltre il 90% del valore di Borsa delle principali società statunitensi e oltre il 70% delle aziende europee. In Italia, negli ultimi 25 anni, il valore degli asset intangibili è più che raddoppiato ma con un moltiplicatore più basso rispetto agli altri Paesi europei (Francia, Regno Unito e Spagna, in cui è più che quadruplicato).

Il peso della Data Economy sulle economie europee sta crescendo, nonostante la quasi assenza di player rilevanti a livello internazionale. Sebbene l’Italia si trovi al quarto posto in UE27 + UK per valore complessivo della Data Economy (37,8 miliardi di euro), si posiziona solamente in 17ma posizione se si considera il peso della Data Economy sul Pil (2,3%), ben distante dalla media europea (3,0%) e dai valori degli altri Paesi (UK, 4,0%; Germania, 3,6%; Spagna, 2,7%; Francia, 2,5%). Dalle analisi svolte da The European House – Ambrosetti, la situazione è destinata a peggiorare a causa di un tasso di crescita inferiore alla media europea che porterà l’Italia in 19ma posizione al 2025.

Per consentire a imprese e PA di attuare un processo di digital transformation che favorisca la crescita della produttività e il miglioramento del tasso di crescita dell’intero sistema-Paese, sarà necessario individuare un nuovo modello di sviluppo tecnologico adeguato alle esigenze di sviluppo del Paese.

In particolare, che obiettivi dovrebbe raggiungere l’Italia?

  • Il giusto mix di tecnologie e flessibilità che possa garantire un miglioramento del gross margin compreso in una forchetta tra il 33% e il 50%, nel tempo evitando lock-in in fase di startup.
  • La necessità di fare fronte ai picchi di attività, come in occasione dei momenti di instant shopping (per esempio, il Black Friday; le sessioni di click day per le PPAA, campagne, e-commerce). A questo proposito, il gruppo di lavoro The European House – Ambrosetti stima un aumento del +220% del traffico internet e un aumento del +139% dei ricavi.
  • La necessità di adottare un nuovo modello di sourcing che permetta di gestire la crescente rilevanza degli investimenti in infrastrutture digitali, il loro impatto sul profilo di rischio delle iniziative economiche e la flessibilità di instant consumption. Nei prossimi 5 anni si prevede un aumento del +3,1% delle spese ICT a livello mondiale.

In definitiva, un documento prezioso quello di HPE e The European House – Ambrosetti. Una volta completato, lo Studio Strategico fornirà indicazioni precise ad aziende e Istituzioni. Sul percorso da intraprendere per sfruttare le opportunità offerte dai nuovi paradigmi di sviluppo del digitale, facendo leva sugli elementi caratterizzanti della filiera italiana.

Da The European House – Ambrosetti e HPE la ricetta per la crescita del Pil ultima modifica: 2021-09-07T17:42:59+00:00 da Valerio Mariani

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