Netwitness, an RSA Business, spinge forte sulla cultura e sulla necessità, da parte delle imprese, di astrarre rispetto alla pura tecnologia. Una sfida, quella delle competenze, che la società sta vincendo grazie ad una serie di investimenti mirati e alla collaborazione con un ecosistema di partner molto focalizzati su security e strategie di Incident Response.

I tempi del resto sono quelli che sono e sono tempi in cui non solo le PMI e i privati ma anche le grandi e grandissime imprese e organizzazioni, vedi il recentissimo caso dell’attacco hacker alla SIAE, sono sempre più vittime di truffe telematiche sviluppate con sistemi noti da anni eppure sempre tremendamente efficaci.

Il punto, ancora una volta, è solo parzialmente la tecnologia, il punto, come ci racconta in questa esclusiva intervista una manager esperta come Maddalena Pellegrini Senior Executive Account Manager di  Netwitness, è la percezione del rischio, la competenza… Ma c’è di più, c’è il passaggio chiave di dimensionare correttamente gli investimenti in sicurezza rispetto alla propria realtà, al proprio business e alle proprie reali necessità.

Un messaggio chiave ma anche difficile da trasferire in una fase in cui tutti hanno poco tempo per formarsi e, allo stesso tempo, tutti corrono verso le più evolute tecnologie digitali perché hanno capito che è da li che passano ripartenza e competitività.

Un circolo vizioso molto pericoloso su cui proprio Netwitness è al lavoro da tempo con investimenti precisi, la nomina di manager di grande esperienza in posizioni chiave (vedi il recente annuncio legato a Massimo Vulpiani e qui anche i dettagli sugli investimenti a livello di prevendita) e soprattutto con il supporto di un ecosistema di system integrator con solide basi relazionali sul territorio.

Il risultato è una progressione che sta cambiando gli equilibri sul mercato portando la società a sviluppare tassi di crescita record anche e soprattutto nel nostro Paese.

Una storia, quella di Netwitness che, proprio per la complessità del circolo vizioso di cui sopra vale la pena di raccontare e, soprattutto, ascoltare.

NetWitness chi è

Intanto la cronaca per orientarsi al meglio. Netwitness, an RSA Business, è da poco tempo ritornata a operare come marchio indipendente nell’ambito della Threath Detection & Response, pur rimanendo di proprietà di RSA.

RSA è stata infatti suddivisa in quattro business unit di recente. Una suddivisione che però ha portato ogni business unit a diventare una realtà autonoma dedicata a diversi domini della cybersecurity. NetWitness copre l’area TDR (ambito nel quale è attiva dal 2005 con la XDR Platform) e lo fa con idee e messaggi molto chiari “guarda tutto, non temere nulla”. Messaggi che, dalla teoria alla partica, si stanno traducendo come detto in un approccio al mercato abbastanza unico che Maddalena Pellegrini, Executive Account Manager at Netwitness, ci racconta in questa intervista esclusiva

La sfida di “dimenticare” la tecnologia grazie ai partner

Toni pacati ma molto diretti Maddalena Pellegrini parte dalla parte più complessa e che, forse, meno ti aspetti da un brand che di mestiere “vende” tecnologia.

«La sfida più grande in questo momento non sono tanto gli attacchi o i danni – spiega la manager -ma è far comprendere alle imprese l’importanza di investire in tecnologie che siano commisurate rispetto alla maturità del cliente stesso nel momento esatto in cui esprime una esigenza e soprattutto siano commisurate rispetto ai processi e alle strategie di sicurezza che sono stati messi in campo. A volte investire in pura tecnologia, se non c’è un corretto piano di Incident Response, per esempio, corrisponde a spendere male i propri soldi e a rendere ancora più complessa e meno agile la propria organizzazione».

Un nodo questo difficile da sciogliere proprio nel momento in cui si cerca di ripartire più forti di prima e l’inevitabile fame di innovazione tecnologia spesso annebbia la vista

«Vero ma in questo scenario – spiega Maddalena – i partner , i system integrator sul territorio sono decisivi. Il vendor spesso viene visto come la parte che vuole vendere per forza la tecnologia, il prodotto… il partner è invece l’anello che meglio di tutti, se correttamente radicato sul territorio, può passare il messaggio del valore, della conoscenza e delle strategie di sicurezza prima ancora del puro prodotto».

Perché NetWitness

Vincere la sfida delle competenze e della sicurezza, in questa fase vuol dire anche avere la capacità di farsi largo e di trasmettere la propria unicità in una marea montante di messaggi, promozioni, input che, proprio a livello di soluzioni e strategie di sicurezza da adottare, stanno travolgendo manager e imprese. In sostanza il bisogno di sicurezza è stato fiutato, da tempo, a ogni latitudine e l’offerta si è da tempo mossa con un fiume in piena di proposte di ogni forma, colore e dimensione.

Il rischio di scegliere la strada sbagliata è un lusso che nessuno può davvero permettersi.

«Vero – conclude Maddalena Pellegrini – ma NetWitness è avanguradia e in quanto tale è unica, al di là di ogni retorica. Il motivo è semplice, 10 anni fa abbiamo portato sul mercato il concetto di analisi comportamentale a livello di security monitoring, per esempio. Oggi questo messaggio e questa esperienza ci permettono di avere le parole, le idee e le strategie necessarie per questi tempi. Siamo arrivati prima e meglio insomma e ora siamo nella posizione migliore per supportare le imprese che affrontano la sfida di essere davvero sicure di fronte all’ondata di ransomware, attacchi phishing che sta mettendo in ginocchio migliaia di realtà in questi giorni, in queste ore».

 

 

 

Netwitness, la security, il canale e una sfida da record ultima modifica: 2021-10-26T11:40:13+02:00 da Marco Lorusso

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