In casa Microsoft si continua a rimandare la completa riattivazione degli uffici americani e, se inizialmente si parlava di luglio, ora non c’è più una data prevista, dal momento che la situazione emergenziale non sembra ancora essere in fase di risoluzione.
Lo smart working, lo abbiamo visto, apre ad una serie di vantaggi importanti, come il poter utilizzare risorse diverse e permette la collaborazione con colleghi che si trovano a centinaia di chilometri di distanza.

E se da Facebook propongono le videochiamate in realtà virtuale, la multinazionale di Redmond si distingue per un approccio all’insegna del lavoro ibrido, diventato un mantra per l’intero organico su scala globale. Chiaramente, l’intenzione è di riprendere, seppur in parte, le abitudini passate, per evitare che si giunga a uno scenario completamente “remote”, il quale potrebbe portare evidenti criticità, come sottolineato da analisi nel settore.

I piani di riapertura

La deadline era fissata per il 4 ottobre, ma qualche giorno fa i progetti sono cambiati poiché le ultime settimane negli USA stanno facendo registrare una media di oltre 1000 morti al giorno per covid che si unisce alle difficoltà riscontrate nella campagna vaccinale. L’intenzione è di ritornare all’azione quando sarà possibile farlo in sicurezza, lo ha spiegato Jared Spataro, Corporate Vice President at Microsoft.

Un riavvicinamento alla normalità era iniziato nel mese di marzo, quando Microsoft comunicò che voleva adottare una certa gradualità, rimanendo in linea con le restrizioni e dando più scelte, oltre che l’opportunità di combinare diverse modalità. Una strategia che è stata seguita dall’Executive Vice President di Microsoft, Kurt del Bene, nominato a gennaio scorso.

Microsoft ha più di 180mila dipendenti distribuiti in oltre 100 Stati del pianeta e, per vagliarne preferenze e propositi, ogni giorno il colosso conduce un sondaggio via mail indirizzato ad un campione di 2500 risorse, scelte in maniera casuale e intervistate su determinati argomenti. I dati raccolti fanno sì che l’organizzazione logistica prenda in grande considerazione l’opinione dei singoli.

Come leggere la rivoluzione in atto, le indicazioni di Microsoft

Dalle ricerche portate avanti in azienda, emerge un esempio di spessore, che offre le linee guida per districarsi tra tendenze al momento contrastanti. Nel WTI Pulse report, pubblicato il 9 settembre, Microsoft invita a costruire una cultura basata su fiducia e flessibilità.

Intanto, dal punto di vista tecnico, bisogna adattare, al panorama attuale, gli strumenti a disposizione, magari integrandoli tra loro, come nel caso di Teams e Dynamics 365. Ripensare i valori, senza perdere l’identità formata nel tempo e prendendo in considerazione una deriva per cui, secondo Microsoft, il 41% dei lavoratori, a livello mondiale, vorrebbe lasciare il proprio posto entro il 2022, anche se parallelamente sta crescendo la responsabilizzazione individuale.

Un contesto in cui il ruolo del manager diventa sempre più importante. “La pandemia – ha affermato Kathleen Hogan, Chief People Officer di Microsoftha sfidato tutti noi a pensare, vivere e ad operare in modi completamente nuovi. Un adattamento che ha portato un valore di complessità sia alla leadership, che alla comunicazione, interna ed esterna”.

 

 

Microsoft, rimandato il ritorno in presenza ultima modifica: 2021-09-20T11:16:10+00:00 da Emanuele La Veglia

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